Debito pubblico italiano: situazione attuale

Nel mese di giugno 2014 il debito pubblico italiano ha raggiunto l’importo di 2.168,4 miliardi di euro.

Il 50% è posseduto dalle banche e assicurazioni, il 10% dalle famiglie italiane e il 40% da investitori stranieri. 

L’accelerazione nella produzione di ulteriore debito è oramai senza controllo: nel 2011 l’incremento mensile era pari a 7,5 miliardi mentre 2014 siamo passati a 12,2 miliardi nonostante l’incremento dell’iva, la tasi, l’imu, l’imposta di bollo e altri innumerevoli balzelli.

Non è necessario un luminare per capire che il treno “Italia” si sta dirigendo a tutto vapore contro un muro: continuare ad aumentare la pressione fiscale, quando la spesa pubblica aumento senza freni, è inutile.

E’ chiaro che se le aste dei titoli BOT, CCT, CTZ ecc. continuano ad andare bene pagando tassi molto bassi questo andazzo potrebbe continuare per decenni. Se al contrario una perturbazione politico-economico-finanziaria colpisse l’Italia con un rialzo repentino dei tassi l’Italia perderebbe la fiducia dei mercati internazionali. alla prima asta dei titoli deserta l’Italia dovrebbe dichiarare il default.

Il default porterebbe, come in Grecia e in Argentina, alla impossibilità di pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e dei pensionati.

Solo in questa situazione la classe dirigente, forse e ripeto forse, sarebbe costretta a fare le vere riforme necessarie per rendere efficiente e produttiva la macchina statale. In questi ultimi trentanni la classe dirigente ha dimostrato solo di essere un elefante in una cristalleria: ogni volta che si è mossa ha fatto solo danni sia che fosse di destra che di sinistra, sia politici che tecnici, sia imprenditori che professori, sia giovani che anziani.

E non mi dite che sono pessimista. Sono i numeri che sono pessimi.

Associazioni sportive dilettantistiche: limite di 516,46 euro per il contante

Non tutti ricordano che le Associazioni Sportive Dilettantische hanno l’obbligo di utilizzare strumenti tracciabili (assegno, bonifico, carta di credito ecc) per tutti i pagamenti e riscossioni oltre la soglia di 516,46 euro.

La recente giurisprudenza conferma che il mancato rispetto di tale obbligo comporta il decadimento del regime agevolativo ex legge 398/1991 con conseguente applicazione del regime fiscale ordinario per il calcolo delle imposte dovute. Gli importi recuperati dal fisco potrebbero essere anche molto elevati.

Nel caso delle società sportive dilettantistiche non riconosciute prive di personalità giuridica (la stragrande maggioranza) comporta conseguenze  sul patrimonio della società e su quello personale del presidente e delle persone che hanno agito in nome e per conto dell’Associazione le quali rispondono solidalmente e illimitatamente delle obbligazioni sociali senza neanche la preventiva  escussione del patrimonio sociale.

Assumere la carica di Presidente o delegato di una ASD impone uno profondo e continuo controllo dell’attività economica e della situazione finanziaria svolta dalla associazione sportiva perché le obbligazioni sociali possono essere soddisfatte anche con il proprio patrimonio personale.