Tassa sui licenziamenti.

In tanti anni di professione il Legislatore italiano non era riuscito a stupirmi come questa volta. Sono rimasto di stucco alla notizia che dal 1/1/2013 i datori di lavoro che, per mancanza di lavoro, devono licenziare dei dipendenti riceveranno una severa punizione pagando una salata gabella proporzionale all’anzianità  di ogni dipendente con contratto a tempo indeterminato.

Questo è un nuovo tassello che evidenzia un folle disegno per soffocare nella culla ogni possibile speranza di ripresa in Italia. Mi domando quale imprenditore sarà  così masochista da assumere un dipendente a tempo indeterminato avendo la certezza che sarà punito pesantemente il giorno che dovesse, suo malgrado, licenziarlo. Questa tassa ingesserà  ancora di più il mercato del lavoro. Sarà  ancora più difficile essere assunti.

Tares. Una nuova vergata nella dolorante schiena delle famiglie e aziende.

L’aricolo e’ stato aggiornato dopo la pubblicazione.

Tares. TAssa sui Rifiuti E Servizi comunali.

Dal 2013 la TARES sostituira’  la Tarsu e la TIA. Sara’  divisa in 4 rate (gennaio, aprile, luglio, novembre). Solo per il 2013 la prima rata e’ rinviata ad aprile luglio. Dovra’  coprire i seguenti servizi comunali:

  • 100% del costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti;
  • anagrafe;
  • polizia municipale;
  • illuminazione pubblica;
  • manutenzione del verde;
  • manutenzione delle strade;
  • altri servizi comunali indivisibili.

Non sara’  assoggettata ad iva (come la TIA).

I principali quotidiani hanno pubblicato simulazioni che prevedono aumenti minimi del 30% fino a punte del 600%.

Confido che gli amministratori locali tenteranno, nei limiti di bilancio, di contenere al massimo questi aumenti.

Credo che continuare ad aumentare il carico fiscale provochera’  presto un crollo delle entrate fiscali a causa del collasso economico della maggior parte delle aziende e dell’esaurimento dei risparmi di molte famiglie. Sono necessarie politiche volte a curare, aiutare e rilanciare sul mercato internazionale le aziende italiane perche’ sono queste il motore che genera la ricchezza che poi la politica provvede a ripartire tra i vari servizi pubblici come la difesa, la sanita’ , la scuola, le strade, i rifiuti, il sociale ecc. Se le imprese soffocano e chiudono i politici non avranno più risorse da ripartire per i servizi pubblici che scompariranno assieme a loro.

Catene o gomme da neve? Questo e’ il problema!

Immaginavo che dell’intero “Decreto Crescita” il provvedimento che avrebbe avuto piu’ eco nei telegiornali sarebbe stato il piu’ insignificante: l’attribuzione agli enti proprietari delle strade la facolta’  di imporre le gomme invernali ai veicoli per circolare in determinati tratti, in particolari periodi e con precise condizioni tecniche:

  1. i tratti interessati dall’obbligo siano fuori dai centri abitati;
  2. sono previste “manifestazioni nevosi di rilevante intensita’ “;
  3. non e’ possibile garantire la sicurezza con soluzioni alternative (il tratto di strada e’ privo di piazzole per il montaggio delle catene).

I giornalisti hanno puntualmente tradotto: obbligo di gomme invernali e le catene sono fuori legge. Questa e’ una bestemmia tecnica perche’ un veicolo con gomme estive ma con le catene montate puo’ andare praticamente dovunque. Anzi, in casi estremi di forte pendenza e attrito prossimo allo zero la macchina con le gomme invernali e le 4 ruote motrici abbinate non e’ in grado di muoversi (un mezzo pesante con gomme termiche non puo’ superare pendenze superiori al 2% senza le catene sulle ruote motrici).

Preciso che l’obbligo di avere le gomme invernali sara’  imposto molto di rado (Autostrade spa ha comunicato che non mettera’  mai questo obbligo perche’ ritiene che avere le catene a bordo in autostrada e’ sufficiente per circolare in sicurezza). Non bisogna dimenticare che le gomme invernali o termiche hanno il grande vantaggio di avere migliore aderenza in inverno ma:

  • costano molto;
  • hanno una durata media del 50% rispetto alle estive;
  • a primavera devono essere smontate e conservate in luogo fresco per essere rimontate – a pagamento – in autunno;
  • la durata massima nel tempo e’ di 3 anni dopodiche’ si induriscono e perdono gran parte della capacita’  di aderenza;
  • se il battistrada si usura oltre il 50% i pneumatici devono essere sostituiti;
  • aumentano il consumo di carburante;
  • non possono essere utilizzate per lunghi percorsi in autostrada a velocita’  elevata perche’ si surriscaldano e possono esplodere o puo’ distaccarsi il battistrada.

Non sto dicendo che e’ meglio l’uno o l’altro, ma che e’ necessario scegliere con intelligenza:

Esempio 1: se si vive nelle pianure del centro o del sud Italia dove raramente la temperatura scende sotto i 7 gradi e molto di rado ci si reca in zone di montagna e’ sufficiente avere a bordo le catene nel periodo invernale;

Esempio 2: se si vive in zone in cui in inverno la temperatura media e’ al di sotto dei 7 gradi e’ assolutamente consigliabile montare gomme invernali;

Esempio 3; se siamo appassionati di sci e ci rechiamo frequentemente nei weekend presso impianti sciistici, ogni anno facciamo la settimana bianca e viaggiamo spesso in strade di montagna anche con bufere di neve il buon senso impone di avere una macchina 4×4, le gomme invernali e le catene a bordo oltre a rifornimenti di carburante, cibo e acqua e abbigliamento e calzature tecniche per alta quota.

Quindi, se una persona ha tutte le attrezzature possibili, ma non ha la capacita’ e la preparazione per affrontare una tormenta di neve o condizioni meteo difficili dovra’  prudentemente attendere in casa che il tempo migliori senza mettere in pericolo se stessa e gli altri.

IMU cosa verificare

Cosa verificare per l’IMU:

  • i figli minori di 26 anni o nati nell’anno 2012 (tutti);
  • i contratti di comodato registrati con i figli (aliquota agevolata per uno solo e solo in alcuni comuni);
  • se si possiedono immobili abitativi con contratto di locazione 4 + 4 e il conduttore ha la residenza nel fabbricato locato (aliquota  ridotta solo in alcuni comuni);

Queste informazione devono essere comunicate allo studio con la massima celerita’  per poter beneficiare di eventuali agevolazioni deliberate dai singoli comuni.

Segnalo che pochi fortunati hanno pagato un saldo IMU simile a giugno, la stragrande maggioranza ha subito aumenti di circa il 60% e diversi contribuenti dovranno sborsare fino al doppio della prima rata.

Se analizzo le differenze con l’anno 2011 in cui vigeva l’ICI scopro che solo il 2% delle persone proprietarie della sola prima casa non pagano nulla di IMU, il rimanente 98% dei proprietari prima casa si trova a pagare cifre folli che superano anche i 1.000 euro. I possessori di due o piu’ immobili ha visto moltiplicarsi del 300% o 400% l’imposta IMU rispetto alla vecchia ICI.

Alcuni comuni hanno cercato di fare il possibile con le piu’ fantasiose forme di agevolazione, ma comunque l’IMU rimane un’imposta che percuote in modo pesante la casa, che, assieme alla vita, all’acqua, al cibo, alla liberta’ , e’ un diritto fondamentale dell’uomo.

Giusto sarebbe escludere almeno la prima casa, il cittadino comune non ritiene giusto invece esimere dal tributo gli immobili dei partiti politici, dei sindacati, dei patronati, delle banche, delle fondazioni e degli enti ecclesiastici non utilizzati per il culto o per utilita’  sociale.