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Denaro

Tutti sanno cose’ il denaro, ma pochi sanno a qual’e’ la sua funzione fondamentale: IL DENARO SERVE PER SPOSTARE BENI O SERVIZI NEL TEMPO O NELLO SPAZIO.

Esempi: se ho una casa a Milano e vado ad abitare a Siracusa non posso spostare il fabbricato ma vendo a Milano e con il denaro ricavato acquisto a Siracusa una casa simile (sposto nello spazio);   se costruisco e vendo scarpe con il denaro ricavato annualmente pago il premio per un fondo assicurativo pensionistico dopo un certo numero di anni otterro’ in cambio una rata mensile di pensione che mi permetterà di acquistare i beni necessari per vivere (sposto nel tempo).

Quindi il denaro dovrebbe avere una relazione con i beni reali dato che in teoria li dovrebbe rappresentare.

Purtroppo la finanza mondiale ha creato un mondo virtuale fatto di crediti inesistenti, di titoli tossici, di contratti future, di valute sopravvalutate eccetera che si autoalimenta ed e’ scollegato dalla realta’. Alcune conseguenze negative degli eccessi della finanza hanno gia’ toccato l’economia mondiale: crisi dei subprime americani, crollo delle borse occidentali e ultimamente anche cinesi, sovrapproduzione orientale, solo per citarne alcune.

Per contenere e regolare un mercato finanziario globale servono regole condivise con il maggior numero possibile di nazioni a livello mondiale perche’ un singolo stato non la forza resistere ad eventi enormi nati in altre parti della terra.

Il fallimento delle banche italiane dal gennaio 2016.

il 2 luglio 2015 il parlamento ha approvato una legge che, a partire dal 1/1/2016, impedirà il salvataggio delle banche in crisi mediante interventi o aiuti di stato.

Questa legge permetterà l’applicazione di un meccanismo (bail-in) mediante il quale la banca sara’ salvata dall’interno utilizzando in rigido ordine gerarchico i soldi di:

  1. azionisti;
  2. obbligazionisti;
  3. creditori non garantiti (c.d. chirografari);
  4. correntisti/depositanti con importi superiori a 100.000,00 euro;

Vedersi prelevare forzosamente denaro dal conto bancario per il salvataggio della banca fallita (magari malgestita da dirigenti disonesti o incapaci) è una spiacevole possibilita’ di cui ogni risparmiatore dal 2016 dovra’ tenere conto.

Inoltre e’ necessario sapere che in teoria i correntisti con depositi inferiori a 100.000,00 euro sono garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, ma che in realtà, nel caso di crac di un istituto medio grande, il F.I.T.D. non sarebbe in grado di intervenire per mancanza di denaro accantonato: infatti i depositi tutelati ammontano a circa 476 miliardi di euro mentre il F.I.T.D. ha a disposizione 1,9 miliardi di euro. In pratica esistono coperture reali per 4 euro ogni  1.000 euro di depositi.

Il sistema bancario italiano ha circa 190 miliardi di crediti in sofferenza (di cui circa 40 miliardi di titoli greci), quindi pari al 27% di tutto il  capitale e riserve del sistema bancario italiano.

Nella allocazione dei risparmi e delle risorse patrimoniali è fondamentale tenere conto anche di questa nuova legge, dei rischi interni al sistema bancario italiano e anche delle perturbazioni economiche e finanziarie in atto a livello globale.

Debito pubblico italiano: situazione attuale

Nel mese di giugno 2014 il debito pubblico italiano ha raggiunto l’importo di 2.168,4 miliardi di euro.

Il 50% è posseduto dalle banche e assicurazioni, il 10% dalle famiglie italiane e il 40% da investitori stranieri. 

L’accelerazione nella produzione di ulteriore debito è oramai senza controllo: nel 2011 l’incremento mensile era pari a 7,5 miliardi mentre 2014 siamo passati a 12,2 miliardi nonostante l’incremento dell’iva, la tasi, l’imu, l’imposta di bollo e altri innumerevoli balzelli.

Non è necessario un luminare per capire che il treno “Italia” si sta dirigendo a tutto vapore contro un muro: continuare ad aumentare la pressione fiscale, quando la spesa pubblica aumento senza freni, è inutile.

E’ chiaro che se le aste dei titoli BOT, CCT, CTZ ecc. continuano ad andare bene pagando tassi molto bassi questo andazzo potrebbe continuare per decenni. Se al contrario una perturbazione politico-economico-finanziaria colpisse l’Italia con un rialzo repentino dei tassi l’Italia perderebbe la fiducia dei mercati internazionali. alla prima asta dei titoli deserta l’Italia dovrebbe dichiarare il default.

Il default porterebbe, come in Grecia e in Argentina, alla impossibilità di pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e dei pensionati.

Solo in questa situazione la classe dirigente, forse e ripeto forse, sarebbe costretta a fare le vere riforme necessarie per rendere efficiente e produttiva la macchina statale. In questi ultimi trentanni la classe dirigente ha dimostrato solo di essere un elefante in una cristalleria: ogni volta che si è mossa ha fatto solo danni sia che fosse di destra che di sinistra, sia politici che tecnici, sia imprenditori che professori, sia giovani che anziani.

E non mi dite che sono pessimista. Sono i numeri che sono pessimi.

San Marino esce dalla Black List

Dal 12/2/2014 la Repubblica di San Marino esce dalla Black List.

Questo stato ha infatti adeguato le proprie normative e il livello di tassazione agli standard internazionali. Per questi motivi San Marino non è più un paradiso fiscale.

Inoltre pochi giorni fa 44 Paesi hanno firmato un accordo per implementare lo scambio automatico di informazioni finanziarie ai fini fiscali secondo lo standard CRS (Common Reporting Standard) approvato dall’OCSE.

Piccola rivoluzione nelle compravendite immobiliari

Tradizionalmente gli immobili si pagavano mediante bonifico o assegni circolari consegnati al venditore al momento del rogito.

l’art. 35 della legge di stabilità impone di non consegnare il denaro al venditore ma al notaio che dovrà custodirlo su un conto dedicato impignorabile per un massimo di 30 giorni, termine entro il quale dovrà avvenire il passaggio di proprietà.

Una volta effettuata la trascrizione dell’atto definitivo nei pubblici registri immobiliari il notaio provvederà a trasmettere l’importo al venditore.

Questa nuova prassi serve a tutelare il compratore nel caso in cui il venditore effettui ripetuti rogiti dello stesso immobile in pochi giorni. Infatti il primo che trascrive prevale sugli altri eventuali acquirenti.

Con questa legge, in questa malaugurata  situazione, il primo che  trascrive diventa proprietario dell’immobile e gli altri acquirenti si vedranno restituire il denaro dal notaio impossibilitato a completare il trasferimento di proprietà. Certamente questi ultimi subiranno una cocente delusione ma non avranno alcun danno economico.

In questo caso l’aumento di burocrazia è accettabile in cambio di una ottima tutela dell’acquirente. Finalmente sarà stroncata la piaga delle truffe immobiliari alla Totò che, in un vecchio film, riusci a vendere la fontana di Trevi.

La strada della Grecia verso la ripresa: iva al 13%

E’ nota a tutti la profondità  della crisi in cui è precipitata la Grecia a causa di 30 anni di dissennato sperpero delle risorse pubbliche. In questa nazione sono state adottate misure durissime per riportare i conti a posto alzando l’iva al 23% e le altre imposte a livelli altissimi, licenziando dipendenti pubblici, abbattendo gli stipendi e le pensioni, adottando misure antievasione estreme ecc.. Queste misure di austerità  imposte dall’Europa hanno sistemato il bilancio dello stato al prezzo di forte disoccupazione e povertà  dilagante, crollo verticale dell’economia, cancellazione di molti servizi pubblici, disordini sociali.

Dopo tante lacrime e sangue il governo greco ha intrapreso una nuova strada di rilancio e ha abbattuto l’aliquota iva ordinaria di 10 punti abbassandola al 13%. Questo innescherà  maggiore competitività  dei prodotti e servizi greci favorendo una solida ripresa basata sulla più grande ricchezza della Grecia: il turismo.

Gli italiani sperano che la classe dirigente italiana sappia leggere ed imparare dalla storia della Grecia e riesca ad adottare misure forti per riportare i conti dello Stato a posto agendo sulla spesa pubblica inefficiente ed in particolare sui 90 miliardi di interessi annui che paghiamo sul debito pubblico senza continuare ad aumentare le aliquote.

Alzare l’iva dal 20% al 21% ha prodotto una riduzione di imposta versata di 3,8 miliardi di euro. Per compensare questo mancato introito lo Stato porta l’aliquota al 22%. Nessuno può pensare che in questo momento di recessione economica possano aumentare le entrate in questo modo. Forse portarla l’iva al 13% come in Grecia costerebbe una decina di miliardi il primo anno ma l’effetto positivo sui consumi e la competitività  negli anni successivi sarebbe enorme.

Situazione Italiana.

Nonostante le nuove tasse, l’elevazione delle vecchie, la lotta all’evasione, la restrizione alla circolazione del contante, l’allungamento dell’età  pensionabile, l’aumento delle accise sui carburanti, la svendita di beni pubblici e servizi essenziali, nonostante tutto questo il debito pubblico italiano continua a galoppare senza freni verso i 2.000 miliardi di euro.

E’ evidente che le misure prese dal governo Monti, pur condivisibili in gran parte, non sono sufficienti a fermare e invertire la corsa del debito pubblico.

E’ necessario rendersi conto che la massa più importante della spesa pubblica italiana è negli stipendi (168 miliardi) di cui 55 miliardi per gli insegnati, 35 miliardi per infermieri e dottori, 30 miliardi per dipendenti di regioni, provincie e comuni. Con livelli di servizio al cittadino insufficienti.

Non possiamo più permetterci questo tipo di servizio pubblico. Dobbiamo, ad esempio, tornare alla maestra unica (adesso sono almeno 4 o 5), istituire la mobilità  totale tra gli enti pubblici (enti in esubero devo cedere personale a enti in carenza) bloccando nuove assunzioni.

E’ necessario anche che la classe politica e dirigente si comporti come “il buon padre di famiglia” dando l’esempio ponendo limiti precisi ed automatici es.: lo stipendio lordo compreso rimborsi del consigliere regionale è pari a 3 volte lo stipendio lordo dell’operaio metalmeccanico 1° livello, quello del presidente di regione 5 volte, quello del parlamentare 4 volte, ecc, qualunque pensionato anche se cumula più pensioni di qualunque tipo non può percepire più di 10 volte la pensione sociale.

400 euro di pensione al mese non è dignitoso (decine di migliaia di pensionati).

90.246 euro di pensione al mese di un consigliere Telecom è un insulto (225 volte la pensione sociale).