Archivi categoria: Imposte e Tributi

Forfettari e fatturazione elettronica nel 2019

I possessori di partita  iva in regime forfettario dal 1/1/2019:

  • potranno continuare ad  emettere le proprie fatture di vendita in modalità cartacea senza  nessuna variazione rispetto al 2018, salvo che il cliente con elevata forza contrattuale pretenda la fattura elettronica;
  • I fornitori emetteranno fattura elettronica;
  • la conservazione a norma delle fatture di acquisto e vendita elettroniche dovrà essere digitale mentre per quelle di vendita cartacea rimane cartacea;

Imposta sul Valore delle Attivita’ Finanziarie all’Estero (IVAFE)

Le persone fisiche residenti in Italia che detengono all’estero prodotti finanziari, conti correnti o libretti a risparmio sono soggetti all’imposta sul valore delle attivita’ finanziarie all’estero (IVAFE).

L’imponibile è pari al valore di mercato o, in mancanza, al valore nominale rilevato alla fine di ogni anno.

L’imposta è del 2 per mille per i prodotti finanziari mentre per ciascun conto corrento e i libretto a risparmio è stabilita in misura fissa di euro 34,20  se il valore medio di giacenza non e’ superiore a euro 5.000,00.

sono escluse le partecipazioni estere, i finanziamenti soci, i metalli preziosi e le valute estere.

I controlli saranno effettuati tramite il sistema multilaterale di scambio automatico di informazioni dell’OCSE denominato CRS (Common Reporting Standard). 98 paesi nel mondo hanno aderito e nello scorso anno, per la prima volta, si sono scambiati i dati relativi all’anno 2016.

I paesi europei, in esecuzione della direttiva 2011/16/UE, oltre ai dati finanziari si sono scambiati in formato elettronico anche informazioni riguardo a: redditi di lavoro dipendente, pensioni, proprietà immobiliari, redditi da locazioni, assicurazioni vita, compensi d’amministrazione.

La sanzione minima è del 3% fino al 15% dell’importo non dichiarato per violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale.

Per una corretta rilevazione delle attivita’ finanziarie estere e’ disponibile il  modulo checklist imposta attivita finanziarie IVAFE cliccando sul link o andando nella pagine Guide e Moduli.

Black list

lista paesi Black list costi sempre indeducibili: Andorra, Bahamas, Barbados, Barbuda, Brunei, Gibuti (ex Afar e Issas), Grenada, Guatemala, Hong Kong, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Vergini statunitensi, Kiribati (ex Isole Gilbert), Libano, Liberia, Liechtenstein, Macao, Maldive, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Oman, Polinesia francese, Saint Kitts e Nevis, Salomone, Samoa, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Sant’Elena, Sark (Isole del Canale), Seychelles, , Tonga, Tuvalu (ex Isole Ellice), Vanuatu.

Societa’ inglese senza VAT (partita IVA)

L’operatore italiano, soggetto passivo IVA, che effettua operazioni con un cliente comunitario in regime dei minimi privo di partita IVA (quindi non soggetto passivo IVA) si trova davanti 2 alternative:

  1. il cliente comunitario preventivamente chiede l’attribuzione al proprio stato di appartenenza l’attribuzione della VAT, diventato soggetto passivo IVA. In questo caso l’operatore italiano non applicherà l’IVA e includerà l’operazione nell’elenco INTRASTAT;
  2. il cliente comunitario al momento dell’operazione è privo di partita IVA. In questo caso l’operatore italiano deve trattare il cliente comunitario come un privato applicando l’iva italiana ed escludera’ l’operazione dall’elenco INTRASTAT. Infatti le normative europee presuppongono che ogni operazione tra operatori di Stati membri deve essere incisa dall’Imposta sul Valore Aggiunto.

Reverse charge: chiarito il punto sulle manutenzioni

In riferimento al nuovo art. 17 c. 6 lettera a)-ter DPR 633/72 che amplia l’applicazione del meccanismo dell’INVERSIONE CONTABILE o Reverse charge sono giunti dall’Amministrazione e dalla dottrina i chiarimenti auspicati relativi alle manutenzioni e riparazioni.

E’ assodato che sono soggetti al reverse charge anche le manutenzioni e riparazioni eseguite sugli edifici da parte delle ditte edili, degli idraulici e degli elettricisti come previsto dai relativi codici ATECO.

Ritengo opportuno riportare la definizione di Edificio fornita con la risoluzione 46/E/1998 dall’Agenzia delle Entrate: “edificio e fabbricato si intende qualsiasi costruzione coperta isolata da vie o da spazi vuoti, oppure separata da altre costruzioni mediante muri che si elevano, senza soluzione di continuità, dalle fondamenta al tetto, che disponga di uno o più liberi accessi sulla via, e possa avere una o più scale autonome“.

Questa è una definizione più restrittiva rispetto al concetto di bene immobile, pertanto sono esclusi terreni, giardini, impianti fotovoltaici a terra, parcheggi e piscine salvo che non siano integrati nella struttura di un edificio.

Solo a titolo esemplificativo elenco alcune prestazioni che la dottrina ritiene escluse dal reverse charge:

  • costruzione di un nuovo edificio;
  • ristrutturazione, restauro e risanamento di un edificio di tipo lettera C) e D);
  • installazione di impianto di irrigazione di un giardino (salvo che non sia un giardino pensile);
  • installazione e manutenzione di impianti idraulici ed elettrici di piscine (salvo che non siano collocate su un terrazzo);
  • lavorazioni c/terzi (es. assemblaggio);

Reverse charge: novità 2015

A partire dal 1/1/2015 la legge di Stabilità ha esteso il meccanismo del reverse charge alle seguenti situazioni:

  • servizi di pulizia;
  • demolizioni;
  • installazione di impianti;
  • completamento di edifici.

Il reverse charge deve essere applicato in ogni caso: sia che la prestazione sia resa dal subappaltatore verso l’impresa di costruzioni, verso l’appaltatore principale, verso un’altro subappaltatore o un general contractor. Sono esclusi i privati a cui si applica l’Iva secondo legge.

Il lavori devo essere eseguiti su un edificio.

elenco alcuni esempi non esaustivi di lavori soggetti al nuovo reverse charge:

  • sabbiatura di pareti esterne di edifici;
  • pulizia di edifici;
  • servizio di disinfestazione;
  • demolizioni relative ad edifici (escluse le demolizioni di altri manufatti);
  • installazione di impianti elettrici, elettronici, idraulici, di riscaldamento, di condizionamento, antincendio, distribuzione gas, depurazione piscine, irrigazione giardini relativi a edifici;
  • lavori di isolamento termico, acustico, intonacatura, imbiancatura, pavimenti, rivestimenti, controsoffitti, cartongesso;
  • posa in opera di casseforti, infissi, pareti in muratura, pareti mobili, ascensori e scale mobili.

Dovrà essere chiarito dall’Amministrazione finanziaria se le manutenzioni e riparazioni rientrano nell’applicazione del nuovo reverse charge.

Salvo che non i lavori non rientrino nel reverse charge dei lavori edili “art. 17 c. 6 lettera a) DPR 633/72” nelle fatture dovrà essere riportata la dicitura “INVERSIONE CONTABILE” e l’iva non dovrà essere addebitata dichiarando “Operazione senza addebito IVA ai sensi del “art. 17 c. 6 lettera a)-ter DPR 633/72“.

Il committente che riceve la fattura provvederà ad integrare la  fattura con l’iva al 4%, al 10% o al 22% in funzione del tipo di edificio e alle condizioni soggettive del committente.

Principali novità 730/2014

Sotto elenco alcune delle principali novità relative al mod. 730/2014:

  • aumento delle detrazioni per figli a carico: da 800 a 950 euro per ciascun figlio; da 900 a 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore ai tre anni; da 200 a 400 euro per ciascun figlio portatore di handicap;
  • ulteriore rivalutazione del 15% del reddito dominicale ed agrario dei terreni;
  • riduzione della deduzione forfettaria sui canoni di locazione che passa dal 15% al 5%;
  • i crediti dal 730 superiori a 4.000,00 euro saranno rimborsati esclusivamente dall’Agenzia delle Entrate, dopo approfonditi controlli della documentazione;
  • riduzione del limite massimo detraibile per i premi relativi alle assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni e i premi avente per oggetto il rischio morte, invalidità permanente e non autosufficienza da euro 1.291,14 a euro 630 per il 2013;
  • entro il 31/1/2014 dovrebbe essere emanato un apposito provvedimento di riodino degli oneri detraibili che, se non attuato, in base alla clausola di salvaguardia, comporterà la diminuzione della detrazione dal 19% al 18% per l’anno 2013.

Mini imu al 24 gennaio 2014

L’imu sulla prima casa colpirà solo alcuni contribuenti ed in particolare per la Versilia: Viareggio, Massarosa, Pietrasanta.

L’importo è dato dalla differenza tra l’aliquota maggiorata deliberata dal comune, detratta l’aliquota base dello 0,4% moltiplicato 40% e tenuto conto delle detrazioni 200-250 euro per l’abitazione principale e di 50 euro a figlio.

La scadenza per il pagamento di questa “mini imu” è fissata per il 24/1/2014.

Non è ancora possibile stampare i modelli F24 per il pagamento perché non sono ancora stati chiariti alcuni punti oscuri.

Elementi essenziali della fattura

L’art. 21 del DPR 633/1972 stabilisce gli elementi minimi che deve contenere una fattura, affinché possa essere considerata validamente emessa.

Si invitano i gentili clienti a prestare la massima attenzione anche al contenuto delle fatture ricevute, in quanto l’assenza di anche di uno solo degli elementi, può comportare l’indetraibilità dell’IVA ivi indicata e l’indeducibilità dell’imponibile.

In particolare si segnala che a volte la descrizione dei beni e delle prestazioni ricevute non è esaustiva o completa o dettagliata o non è ben specificata e questo non consente la verifica dell’inerenza del costo all’attività d’impresa o professionale.

Nei casi più gravi l’amministrazione finanziaria può altresì contestare la falsa fatturazione, con risvolti di carattere anche penale (art. 2 e 3 D.Lgs. 74/2000).

Elementi minimi di una fattura:

  1. data di emissione;
  2. numero progressivo che la identifichi in modo univoco;
  3. ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;
  4. numero di partita IVA del soggetto cedente o prestatore;
  5. ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;
  6. numero di partita IVA del soggetto cessionario o committente ovvero, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell’Unione europea, numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro di stabilimento; nel caso in cui il cessionario o committente residente o domiciliato nel territorio dello Stato non agisce nell’esercizio d’impresa, arte o professione, codice fiscale;
  7. natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione;
  8. corrispettivi ed altri dati necessari per la determinazione della base imponibile, compresi quelli relativi ai beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono di cui all’articolo 15, primo comma, n. 2;
  9. corrispettivi relativi agli altri beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono;
  10. aliquota, ammontare dell’imposta e dell’imponibile con arrotondamento al centesimo di euro;
  11. data della prima immatricolazione o iscrizione in pubblici registri e numero dei chilometri percorsi, delle ore navigate o delle ore volate, se trattasi di cessione intracomunitaria di mezzi di trasporto nuovi, di cui all’articolo 38, comma 4, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;
  12. eventuale annotazione che la stessa. è emessa, per conto del cedente o prestatore, dal cessionario o committente ovvero da un terzo.
  13. totali imponibili distinti per aliquote o titolo di esenzione/non imponibilità/fuori campo iva.

Le fatture in lingua straniera dovono essere tradotte in italiano a richiesta dell’amministrazione finanziaria.

Altre normative prevedono una ulteriore lunga lista di elementi.

A titolo di esempio ricordo che le società iscritte nel Registro delle Imprese hanno l’obbligo di indicare in fattura:

  • l’ufficio del registro delle imprese presso il quale è registrata la società;
  • il numero di iscrizione al registro;
  • per le società di capitali, il capitale sociale;
  • per le società a responsabilità limitata, l’indicazione dell’eventuale unico socio;
  • l’eventuale stato di liquidazione della società.

Un elemento che non deve necessariamente essere indicato in fattura ma che deve comunque essere acquisito ai fini della comunicazione polivalente (spesometro/intrastat/black list) è il codice fiscale dei clienti. Tanto vale inserirlo subito in fattura.